• Noemi

Introduzione alla sostenibilità: le 5 R e altri principi

É iniziato tutto una sera di quasi tre anni fa. Ero sdraiata sul letto, annoiata a morte. Mentre stavo navigando su YouTube, il Ted Talk “Why I Live a Zero Waste Life” (Perché vivo una vita zero sprechi) di Lauren Singer attirò la mia attenzione. Questa giovane attivista stava mostrando al pubblico un barattolo di vetro dove conservava tutta la spazzatura che aveva prodotto negli ultimi tre anni.


Quel monologo cambiò la percezione del mio stile di vita: ho sempre avuto a cuore l’ambiente, ma ingenuamente pensavo che riciclare fosse il massimo che potessi fare. Beh, avevo torto. Anche se riciclare è un’ottima abitudine, ci sono modi più efficaci per ridurre il proprio impatto ambientale. Sono passati tre anni da quando ho iniziato il mio percorso di sostenibilità e, sebbene abbia ancora molto da imparare, vorrei condividere i miei progressi con voi. Approfondendo l’argomento (ho passato ore e ore su YouTube, lo ammetto), mi sono resa conto di poter migliorare in tutti gli ambiti della mia quotidianità. Dopo aver appreso le conseguenze di fenomeni come fast fashion e l’uso indiscriminato della plastica monouso, ho deciso di impegnarmi a fare scelte coerenti con i miei valori. Ovviamente, l’idea di svegliarmi il giorno dopo e preparare un dentifricio fai-da-te non era affatto esaltante. Ho quindi deciso di cambiare le mie abitudini a piccoli passi: ogni mese mi ponevo l’obiettivo di adottare una o due alternative sostenibili, avendo così il tempo di integrarle nella mia routine.


Non sono assolutamente al livello di Lauren, ma spero che i miei post vi aiuteranno a ridurre il vostro impatto ambientale. Pronti a iniziare? Continuate a leggere!


Le cinque R e altri principi


Nel suo libro “Zero Waste Home” (2013, p.14), Bea Johnson individua cinque principi chiave, chiamate "le cinque R", che ci possono guidare a intraprendere uno stile di vita più eco-sostenibile:


Rifiutare (refuse): quante cose inutili ci vengono rifilate ogni giorno? Hai bisogno della cannuccia di plastica per bere il cocktail? E del volantino del ristorante? Questo concetto ci porta a riflettere su cosa abbiamo realmente bisogno e a rifiutare il consumismo estremo.


Ridurre (reduce): riduci ciò di cui hai bisogno semplificando la tua vita. In particolare, cerca di diminuire gli acquisti impulsivi e il tuo impatto ambientale in termini di consumo di energia, acqua, plastica monouso, ecc. Anche piccoli accorgimenti come chiudere le luci nelle stanze in cui non c’è nessuno o stare attenti a non sprecare acqua quando ci si lava i denti possono contribuire a ridurre il tuo impatto ambientale.


Riutilizzare (reuse): usare il più possibile e prendere cura degli oggetti che abbiamo già in casa è l’azione più sostenibile che si possa fare. In questa categoria, si possono inserire anche altri due concetti: reinventare (reinvent o upcycle) e riparare (repair). Questo principio esprime la necessità di passare da un’economia lineare a una circolare.


Riciclare (recycle): ciò che non si può rifiutare, ridurre o riutilizzare, va riciclato. Prendetevi un po’ di tempo per imparare a fare la raccolta differenziata in modo corretto.


Ridare alla natura (rot): composta gli scarti organici come cibo, foglie e altri materiali. Puoi mettere una compostiera in giardino, oppure puoi avvalerti dei servizi di raccolta dell'umido offerti dal tuo Comune.


Con la crescita del movimento Zero Waste, si sono aggiunti altri principi da tenere a mente.

Supponiamo che mi serva un vestito per un matrimonio. Prima di correre al centro commerciale, posso chiedere a una parente o un’amica se ha un vestito da prestarmi (borrow). In alternativa, posso indagare se nella mia zona ci sono negozi che noleggiano (rent) vestiti per occasioni speciali o eventi di scambio (swap) a cui partecipare.


Altrimenti, potrei cercare un vestito adatto in negozio dell’usato o di beneficenza (se non sapete cosa sono i charity shop, cliccate qui!). Negli ultimi anni ho comprato usato (buy second hand) molto spesso e sono sempre stata soddisfatta dei miei acquisti. D’altronde, quante cose si nascondono in casa a prendere polvere? Invece di buttarle via, cerco di trovare loro una nuova casa (re-home e re-gift) rivendendole e donandole a chi ne ha bisogno. Ma torniamo al matrimonio: se volessi investire in un bel vestito nuovo, lo potrei acquistare da un marchio di moda sostenibile. (Tratterò meglio l’argomento della fast fashion nei prossimi post!)


Gli ultimi due principi che vorrei menzionare riguardano il cibo. Come avrete sicuramente notato, la maggior parte degli alimenti viene imballata in plastica, che spesso non è riciclabile o che non verrà riciclata. Se abbiamo la fortuna di avere un negozio che vende cibo sfuso sotto casa, possiamo riempire (refill) i nostri contenitori lì per rifiutare l’imballaggio superfluo. Infine, perché non provare a coltivare la propria frutta e verdura (grow)?


Per concludere…


Presi dall’entusiasmo di diventare paladini dell’ambiente, è facile incappare in un errore molto comune, ossia quello di comprare mille articoli eco-friendly per rimpiazzare oggetti non sostenibili. Siccome credo che il nocciolo della sostenibilità sia consumare meno e meglio, suggerirei di usare quello che si ha già in casa. Nel frattempo, si possono fare delle ricerche accurate su come sostituirlo quando non potrà più essere utilizzato.


Domande frequenti


É difficile essere eco-sostenibili?

È più facile di quel che si creda, ma all’inizio bisogna metterci un po’ di impegno. Per esempio, dire addio ai sacchetti di plastica è stato facilissimo per me, ma comprare il cibo sfuso è ancora un’impresa che sa dell’impossibile. Date tempo al tempo, non buttatevi giù se non va sempre come sperate!


É costoso?

In generale, direi di no. Anzi, ho risparmiato un bel po’ da quando ho adottato questo stile di vita. Infatti, a lungo termine si spende molto di più comprando prodotti usa-e-getta rispetto all’opzione riutilizzabile. Inoltre, comprare di seconda mano (vestiti, libri, oggetti per la casa, ecc.) è ottimo sia per il pianeta che per il portafoglio. Se si decide di acquistare un prodotto nuovo, l’enfasi è sulla qualità, non sulla quantità. In altre parole, si “investe” in un prodotto sostenibile che ci accompagnerà per anni, piuttosto che comprarne cinque di scarsa qualità.

Richiede molto tempo?

A volte. Portarsi dietro una borsa di tela richiede solo lo sforzo di ricordarsela, mentre comprare sfuso può essere impegnativo se l’unico negozio adatto si trova a un’ora da casa. Il mio consiglio è di vedere cosa funziona per voi!


Spero di avervi dato qualche spunto di riflessione interessante e che tornerete a leggere altri miei post :-)


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Bibliografia

Johnson, B., 2013. Zero Waste Home. 1st ed. Great Britain: Penguin Group.

McCallum, W., 2018. How To Give Up Plastic. 1st ed. Great Britain: Penguin Random House.

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L’idea di questo blog è nata anni fa, ma solo ora mi sono decisa a intraprendere questa avventura digitale. Con questo blog vorrei condividere con voi due mie grandi passioni: viaggiare e vivere in modo sostenibile.

 

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