• Noemi

5 incredibili vantaggi dei charity shop: la mia esperienza da volontaria.

Aggiornato il: mar 4

Entro nel negozio in una fredda e umida giornata di gennaio. Mi avvicino alla cassa e timidamente chiedo se cercano volontari. Inizia così la mia esperienza nel charity shop di Cancer Research UK in Inghilterra, dove ho lavorato il sabato pomeriggio per tre mesi.


Fermi tutti, cosa sono i charity shop?


Purtroppo sconosciuti in Italia, i charity shop (ovvero “negozi di beneficenza”) pullulano nel Regno Unito e in Irlanda. Come funzionano? È semplice: si possono donare molte categorie di oggetti (continua a leggere per ulteriori dettagli!); i volontari smistano le donazioni, allestiscono il negozio e rivendono il tutto; il ricavato va all’associazione che gestisce l’attività. Ad esempio, come suggerisce il nome, Cancer Research UK raccoglie fondi per la ricerca contro il cancro. Insomma, è come un mercatino dell’usato senza scopo di lucro.


Ma la genialità del negozio di beneficenza non finisce qui. Dal punto di vista ambientale, comprare di seconda mano è la scelta più sostenibile in quanto si salvano oggetti in ottime condizioni dalla discarica e non si alimenta la domanda di nuovi prodotti. Inoltre, mentre aiutavo in negozio, ho scoperto altri vantaggi meno evidenti, ma di grande rilevanza sociale. I volontari sono molto spesso pensionati che attraverso questa attività non solo si sentono nuovamente parte attiva della società, ma hanno anche modo di tessere relazioni sociali che li aiutano a combattere solitudine e isolamento. Invece, i giovani volontari possono avere una prima esperienza lavorativa con cui rimpolpare il loro CV. Infine, la merce esposta è alla portata di tutti grazie ai prezzi estremamente convenienti. Non pensate però a un negozio di cianfrusaglie: il charity shop è in genere molto curato, ben fornito e frequentato da persone di diverse classi sociali.



Proprio perché affascinata dalla filosofia del charity shop, ho voluto esplorare questo mondo dando il mio contributo. Siccome non avevo mai lavorato in un negozio, ho imparato molto affiancata da dolcissimi volontari che mi hanno accolta nella loro squadra.


Un sabato non era mai uguale all’altro. La manager, l’unica dipendente dell’associazione e grazie al cui instancabile lavoro il negozio andava a gonfie vele, non mi faceva mai annoiare. Tra le varie mansioni, la mia preferita era smistare le donazioni. Io e la mia collega, una sorridente infermiera in pensione, aprivamo i sacchetti e rovesciavamo il contenuto sulla grande scrivania. Poi, con i guanti, valutavamo la merce (va bene per la vendita?) e la sistemavamo sugli appendiabiti, con tanto di prezzo e taglia. Detto così può sembrare ripetitivo, ma il bello era immaginarmi le persone che avevano appena donato i vestiti. Infatti, le donazioni dicevano molto più su di loro di quanto si possa pensare: questa donna ha seguito una dieta ferrea ed è andata in palestra e non le vanno più tutte queste tute; a questa ragazza piacevano le mini-gonne e le magliette striminzite; questo cappotto non è mai stato indossato (ha ancora l’etichetta!), deve essere stato un regalo non gradito; a questa bambina (o forse alla mamma) fa impazzire il rosa; e via dicendo.


Consigli per acquistare

Non solo vestiti, ma anche articoli per la casa, romanzi, CD, cancelleria, ecc. Insomma, il charity shop offre un ampio ventaglio di possibilità, diventando così una tappa obbligata per gli studenti fuori sede come me (e non solo).


Come per i negozi dell’usato, un piccolo trucco è quello di dare un’occhiata ai negozi più centrali o situati nelle zone più benestanti della città, dove generalmente si trovano facilmente articoli di migliore qualità. Credetemi, da volontaria ho visto tanti vestiti di marca ancora con la targhetta del prezzo attaccata. Anche i charity shop vicino alle università sono ottimi: a Lancaster ce n’è uno nel cuore del campus, dove gli studenti comprano e donano per lo più vestiti, libri e oggetti per la casa.


In tutti i negozi di beneficenza i prezzi sono bassissimi, ma ovviamente ci possono essere differenze a seconda dell’associazione. Per darvi un’idea, in Cancer Research UK i vestiti costavano al massimo tre sterline, mentre libri, CD e DVD erano ancora più economici. Noterete che alcuni articoli (come calze e ombrelli) non sono di seconda mano, ma si tratta di eccedenze di negozi o di gadget che l’associazione produce per la vendita solidale.


Un consiglio da esperti: se capitate in un charity shop appena dopo la Vigilia di Natale, vi accorgerete che sono magicamente comparsi molti capi d'abbigliamento, giochi da tavola, apparecchi elettronici nuovi di zecca…


Consigli per donare

La lista dei charity shop nel Regno Unito e Irlanda è lunghissima, quindi non avrete che l’imbarazzo della scelta. Cito solo quelli in cui mi sono imbattuta e il loro obiettivo:


Oxfam – Lo scopo di Oxfam è di sconfiggere la povertà nel mondo. L’associazione lavora per garantire i diritti umani, l’uguaglianza di genere, l'accesso gratuito all’assistenza medica di base e all’istruzione.


Cancer Research UK – Cancer Research UK è un ente di beneficenza che si occupa di raccogliere fondi per la ricerca scientifica per aiutare a prevenire, diagnosticare e curare tutti i tipi di cancro. Il suo scopo è quello di migliorare le cure esistenti e ricercare nuove terapie per aumentare le possibilità di vincere la malattia.


St John’s Hospice Shop – È ente di beneficenza nel Lancashire che offre cure palliative gratuite ai malati terminali.


British Heart Foundation – Raccoglie fondi per la ricerca per la cura di malattie cardiovascolari.


International Aid Trust – Fondata nel 1991, International Aid Trust è una organizzazione cristiana che aiuta persone bisognose nel Regno Unito e nel mondo.


RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals) – Fondata nel 1824, RSPCA è stato il primo ente di beneficenza per il benessere degli animali al mondo.


The Samaritans – “I Samaritani” sono un’organizzazione dedicata alla prevenzione del suicidio che offre supporto psicologico per telefono, e-mail, SMS o di persona 24 ore su 24 tutti i giorni.


Barnardo’s Shop – Fondata nel 1867 da Thomas Barnardo per far fronte alle critiche condizioni di vita dei bambini inglesi, l’associazione Barnardo aiuta bambini, adolescenti e genitori nel Regno Unito.


Salvation Army – Dal 1865, “L’esercito della Salvezza” promuove i valori cristiani e la giustizia sociale nel mondo.


Defying Dementia – Il suo obiettivo è di sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie neurodegenerative del cervello e l’Alzheimer.


The Children’s Society – Si tratta di un’associazione nazionale rivolta ai bambini e adolescenti più vulnerabili del Regno Unito.


Ovviamente le vostre donazioni saranno ben accette ovunque e potete scegliere dove andare in base ai vostri valori. Se non avete preferenze, vi consiglio di optare per i negozi che appaiono più “vuoti”. Alcuni charity shop infatti sono strapieni, mentre altri devono addirittura mettere di tanto in tanto cartelloni in vetrina con scritto “Donations needed” (“Abbiamo bisogno di donazioni”).


Se vi state chiedendo cosa potete donare, ecco qui una lista degli oggetti! Se avete ancora dubbi, chiedete ai volontari in negozio, sono sicura che saranno felici di aiutarvi.



Spero che questo post vi sia stato utile per scoprire una realtà solidale così bella e che magari facciate un salto in uno di questi charity shop mentre siete all’estero, sempre con la speranza di averli un giorno anche in Italia.

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L’idea di questo blog è nata anni fa, ma solo ora mi sono decisa a intraprendere questa avventura digitale. Con questo blog vorrei condividere con voi due mie grandi passioni: viaggiare e vivere in modo sostenibile.

 

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